Il paradosso del "Pezzo di Carta": l’Università è diventata un Master in Resistenza?

Lavoro & FormazioneMag 01, 2026
Infografica: Università e Resistenza

Diciamocelo chiaramente, senza girarci troppo intorno: la laurea oggi serve. Ma non per le ragioni che leggiamo nei bandi di concorso o nelle descrizioni dei posti di lavoro.

Se guardiamo al percorso accademico con onestà, dobbiamo ammettere che l'università è diventata una palestra per il cervello. Non è tanto ciò che studi, ma come studi a fare la differenza:

  • Gestione dello stress: Sessioni d’esame impossibili e scadenze serrate.
  • Organizzazione del pensiero: Sintetizzare migliaia di pagine in concetti logici (ad aver avuto l’AI 😊).
  • Metodo: Imparare a imparare (con il TFA questo concetto si è sentito fino alla nausea), superando ostacoli complessi in autonomia.

"In pratica l’università non ti insegna il lavoro, ti insegna a non affogare quando il lavoro diventa difficile. È un certificato di resilienza."

La Nota Dolente: Il Divario Tecnico

Qui arriva la nota dolente. A livello di competenze tecniche (hard skills), il sistema accademico è diventato, in molti settori (no, per i medici non conta!), assolutamente inutile.

Il mercato corre a una velocità che la burocrazia universitaria non riesce nemmeno a intravedere. Mentre un piano di studi viene discusso, approvato e implementato, le tecnologie o le procedure che dovrebbe insegnare sono già obsolete (in questi mesi vorrei avviare un nuovo percorso accademico e, ad oggi, ancora attendo il riconoscimento dei CFU da parte della segreteria; ma non possono usare Gemini?!).

Ci ritroviamo in un paradosso: le aziende assumono per il "pezzo di carta", ma poi sono “costrette” a formare le persone perché non sanno gestire la pratica quotidiana.

Mappe Vecchie per Territori Nuovi

Sempre più spesso, chi esce dall'università possiede una mappa dettagliata di un territorio che non esiste più. Chi lavora "sul campo" sa che la realtà è fatta di imprevisti, rapidità decisionale e strumenti che cambiano ogni sei mesi. L'aula, al contrario, è un ambiente protetto, lento, spesso ancorato a una teoria coperta di polvere.

Ha ancora senso, quindi, pretendere la laurea per ruoli dove contano esclusivamente le competenze tecniche? O stiamo usando il titolo accademico solo come un filtro pigro per scremare i candidati, dando per scontato che chi si è laureato sia "più disciplinato"?

Un Master in Resistenza Mentale

Forse dovremmo finalmente ammettere che l'università oggi è un master in resistenza mentale. È un percorso prezioso per formare il carattere e la capacità critica, ma è ora di smettere di considerarla la fonte primaria del saper fare.

Se il mercato vuole professionisti pronti, deve iniziare a valorizzare l'esperienza pratica e la formazione continua tanto quanto, se non di più, di un titolo accademico che, spesso, testimonia solo quanto siamo stati bravi a stare seduti su una sedia per cinque anni.

Chiudo come ho iniziato: la laurea serve? Sì, ma le università devono “correre”.