Calcolo quantistico: la rivoluzione che sta arrivando (davvero)
Se negli ultimi anni avete sentito parlare sempre più spesso di "computer quantistici", "qubit" e "supremazia quantistica", non è un caso. Il calcolo quantistico è passato da curiosità da laboratorio a uno dei fronti tecnologici più seguiti al mondo, con miliardi di dollari investiti da governi, big tech e startup. Ma di cosa si tratta esattamente, e perché tutti ne parlano?
Cos'è il calcolo quantistico
I computer che usiamo ogni giorno elaborano informazioni in bit, unità che possono assumere solo due valori: 0 oppure 1. È un sistema semplice, affidabile, ed è alla base di tutta l'informatica moderna.
I computer quantistici, invece, lavorano con i qubit (bit quantistici). Grazie a un fenomeno della meccanica quantistica chiamato sovrapposizione, un qubit può trovarsi contemporaneamente in una combinazione degli stati 0 e 1, invece di dover "scegliere" uno dei due. A questo si aggiunge l'entanglement, un legame speciale tra qubit che permette di correlare le loro informazioni anche a distanza.
Il risultato pratico è che, per certi tipi di problemi, un computer quantistico può esplorare un numero enorme di combinazioni in parallelo, invece di provarle una per una come farebbe un computer classico. Non significa che sia "più veloce in tutto": per la maggior parte dei compiti quotidiani (scrivere un'email, guardare un video) un normale computer resta più adatto. Il vantaggio quantistico emerge in problemi specifici: simulazione di molecole e materiali, ottimizzazione complessa, crittografia, alcuni tipi di calcolo per l'intelligenza artificiale.
A che punto siamo davvero
È importante avere aspettative realiste. Oggi i processori quantistici più avanzati hanno già centinaia di qubit, ma sono ancora soggetti a errori (il cosiddetto "rumore quantistico") e richiedono condizioni estreme per funzionare, come temperature vicine allo zero assoluto. Si parla infatti di era NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum): dispositivi potenti ma non ancora perfetti.
Gli esperti del settore stimano che serviranno ancora diversi anni prima che i computer quantistici possano risolvere problemi realmente utili al di là delle dimostrazioni scientifiche, un traguardo spesso chiamato "vantaggio quantistico pratico". Nel frattempo, però, la corsa tecnologica è già partita: aziende come IBM, Google, IonQ, Rigetti e molte altre stanno investendo massicciamente, così come diversi governi nazionali che vedono nel calcolo quantistico una tecnologia strategica, un po' come è successo con l'intelligenza artificiale.
Perché potrebbe cambiare (quasi) tutto
Le applicazioni potenziali sono numerose:
- Farmaceutica e chimica: simulare il comportamento delle molecole per scoprire nuovi farmaci o materiali molto più velocemente.
- Finanza: ottimizzare portafogli di investimento e modelli di rischio complessi.
- Logistica: risolvere problemi di ottimizzazione su scala enorme (percorsi, catene di distribuzione).
- Crittografia: da un lato una minaccia per gli attuali sistemi di sicurezza, dall'altro un'opportunità per sviluppare nuove forme di crittografia "quantum-safe".
- Intelligenza artificiale: accelerare l'addestramento di alcuni modelli di machine learning.
Proprio per questo potenziale trasformativo, il calcolo quantistico viene spesso paragonato, per importanza storica, all'avvento dei semiconduttori o di internet.
Le sfide ancora aperte
Non tutto è rose e fiori. Le difficoltà tecniche restano enormi:
- Correzione degli errori: i qubit sono estremamente sensibili alle interferenze esterne, e servono ancora molti progressi per renderli stabili su larga scala.
- Scalabilità: costruire macchine con milioni di qubit stabili è una sfida ingegneristica notevole.
- Talenti e competenze: il settore soffre ancora di una carenza di specialisti.
- Tempistiche incerte: nessuno può dire con certezza quando arriverà il "momento ChatGPT" del calcolo quantistico.
Appendice: come investire nel calcolo quantistico
Vista l'attenzione crescente verso il settore, molti investitori si chiedono come possano parteciparvi finanziariamente. Prima di tutto una premessa d'obbligo: non sono un consulente finanziario, e quanto segue è a scopo puramente informativo, non un consiglio di investimento. Il calcolo quantistico è un settore emergente e ad alto rischio: le aziende coinvolte sono spesso non redditizie, con valutazioni elevate basate su aspettative future più che su utili attuali, e la volatilità dei titoli e degli ETF del comparto è storicamente molto alta.
Investire tramite ETF tematici
Un modo relativamente semplice per ottenere un'esposizione diversificata al settore, senza dover scegliere singole azioni, è tramite gli ETF tematici sul calcolo quantistico. Questi fondi replicano indici che raggruppano aziende attive nella ricerca, sviluppo o applicazione delle tecnologie quantistiche.
Secondo i dati aggiornati di justETF, il portale europeo di riferimento per la comparazione degli ETF, al momento sono disponibili sul mercato europeo 3 ETF su questo tema, con un costo annuo (TER) compreso tra 0,50% e 0,55%:
| ETF | ISIN | Dimensione fondo | TER annuo | Domicilio |
|---|---|---|---|---|
| VanEck Quantum Computing UCITS ETF A | IE0007Y8Y157 | ~734 mln € | 0,55% | Irlanda |
| WisdomTree Quantum Computing UCITS ETF USD Unhedged Acc | IE000W8WMSL2 | ~306 mln € | 0,50% | Irlanda |
| iShares Quantum Computing UCITS ETF USD (Acc) | IE000C6ITGC8 | ~63 mln € | 0,50% | Irlanda |
Tutti e tre gli ETF sono a replica fisica totale e ad accumulazione dei proventi (i dividendi vengono reinvestiti automaticamente).
Da notare che si tratta di prodotti relativamente giovani, lanciati di recente, quindi con uno storico di performance ancora limitato: i dati storici pluriennali (3-5 anni) non sono ancora disponibili per la maggior parte di essi. Le performance recenti mostrano inoltre l'elevata volatilità tipica del settore: nell'arco di pochi mesi si sono registrate oscillazioni anche a doppia cifra, sia positive che negative.
Alternative: azioni singole
Chi preferisce un'esposizione più mirata può valutare l'acquisto diretto di azioni di società attive nel settore, come i grandi player tecnologici che hanno divisioni dedicate al quantum computing (es. IBM, Google/Alphabet, Microsoft, Amazon) oppure le "pure play" specializzate esclusivamente in questa tecnologia (es. IonQ, Rigetti Computing, D-Wave Quantum). Questa strada offre potenzialmente rendimenti più elevati ma comporta anche un rischio significativamente maggiore, poiché il successo o fallimento di una singola azienda ha un impatto diretto sull'investimento, senza la diversificazione offerta da un ETF.
Alcuni punti da considerare prima di investire
- Orizzonte temporale: dato che gli esperti stimano ancora anni prima di un'adozione commerciale su larga scala, si tratta di un investimento adatto a chi ha un orizzonte di lungo periodo.
- Diversificazione: vista l'elevata volatilità, molti investitori scelgono di limitare il peso di questo tema a una piccola percentuale del portafoglio complessivo, come "satellite" rispetto a un core più diversificato (es. ETF su indici globali come MSCI World).
- Piano di accumulo (PAC): per chi vuole investire gradualmente riducendo l'impatto della volatilità, molti broker offrono la possibilità di impostare un piano di accumulo periodico anche su questi ETF.
- Costi: oltre al TER dell'ETF, è bene verificare le commissioni applicate dal proprio broker per l'acquisto e la gestione del piano di accumulo.
Per un confronto aggiornato e più dettagliato di tutti gli ETF disponibili sul tema (dimensione, performance, costi, metodo di replica), la guida di justETF è una buona risorsa di partenza: ETF calcolo quantistico – justETF
Disclaimer: questo articolo ha finalità puramente informativa ed educativa e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o di investimento. I mercati finanziari comportano rischi, incluso quello di perdita del capitale investito. Prima di prendere decisioni di investimento è consigliabile rivolgersi a un consulente finanziario indipendente e valutare attentamente i propri obiettivi, la propria tolleranza al rischio e il proprio orizzonte temporale.
